EPICURISMO

O que é Epicurismo:

Epicurismo é um sistema filosófico, que prega a procura dos prazeres moderados para atingir um estado de tranquilidade e de libertação do medo, com a ausência de sofrimento corporal pelo conhecimento do funcionamento do mundo e da limitação dos desejos. Já quando os desejos são exacerbados podem ser fonte de perturbações constantes, dificultando o encontro da felicidade que é manter a saúde do corpo e a serenidade do espírito.
Epicurismo é um sistema da filosofia criado por um filósofo ateniense chamado Epicuro de Samos no século IV a.C. Existem vários fundamentos básicos do Epicurismo, porém, se distingue o desejo para encontrar a felicidade, buscar a saúde da alma, lembrando que o sentido da vida é o prazer, objetivo imediato de cada ação humana considerando sem sentido as angústias em relação à morte, e a preocupação com o destino.
No Epicurismo o prazer deve ser sereno e calmo. Os seguidores do Epicurismo são chamados de epicuristas, e seu seguidor deve procurar evitar a dor e as perturbações, levar uma vida longe das multidões, porém não solitário, dos luxos excessivos, se colocando em harmonia com a natureza e desfrutando da paz. Outro valor defendido pelo Epicurismo e seus defensores é a amizade. A amizade traz uma grande felicidade para as pessoas já que a convivência ocasiona uma troca sempre saudável de pensamentos e opiniões enriquecendo as relações.
Um Epicurista não busca a fama das celebridades, nem o poder, busca sim os prazeres dos sentidos conforme as prioridades de cada indivíduo, por exemplo, comidas especiais se o prazer de comer é indispensável, tirar um sono no horário da tarde pelo simples prazer de dormir, etc. Se os prazeres forem gozados junto dos amigos se tornará mais importante.
Segundo Epicuro, o criador do Epicurismo, as pessoas não podem viver de forma agradável se não forem prudentes, gentis com os outros e justas em suas atitudes e pensamentos sem viver prazerosamente. As virtudes então devem ser praticadas como garantia dos prazeres.

Estoicismo

O estoicismo é uma doutrina da filosofia nascida na Grécia,que afirma que todo o universo é governado por uma razão universal divina que ordena todas as coisas, onde tudo surge a partir dele e de acordo com ele. O estoicismo propõe que os indivíduos vivam de acordo com a lei racional da natureza e aconselha a indiferença.
O estoicismo possui duas consequências éticas: uma é que a pessoa deve viver conforme a natureza, e a segunda é que homem sábio torna-se livre e feliz quando não se deixa escravizar pelas paixões e pelas coisas externas.

Il Papa in Brasile




RIO DE JANEIRO. Nel penultimo giorno del  viaggio a Rio de Janeiro, papa Francesco parla di politica. La  'leadership' sappia scegliere per il «bene comune», il «senso  etico» dei dirigenti è la 'sfida storica senza precedenti«,  afferma durante una cerimonia nel Teatro municipale della città  gremita e con, in prima fila, dirigenti, autorità, artisti e  rappresentanti della società civile.  Chi agisce responsabilmente colloca la propria azione  davanti ai diritti degli altri e davanti al giudizio di Dio, sottolinea il Papa, che ancora una volta, parlando di tematiche  quali la politica, lo sviluppo e la poverta», sceglie di  picchiare duro.     

In un momento, tra l'altro, del tutto particolare per il  Brasile: il colosso dell'America Latina si trova infatti in una  nuova tappa storica, dopo le manifestazioni contro le  diseguaglianze sociali che a giugno hanno scosso in profondità  non solo Rio oppure San Paolo, ma l'intero paese.  «Tra l'indifferenza egoista e la protesta violenta c'è  un'opzione sempre possibile: il dialogo», prosegue il Papa  argentino, che definisce inoltre «fondamentale il contributo  delle grandi tradizioni religiose, che svolgono un fecondo ruolo  di lievito della vita sociale e di animazione della  democrazia».           

«Il futuro esige da noi una visione umanista dell'economia e  una politica che realizzi sempre più e meglio la partecipazione  della gente, eviti gli elitarismi e sradichi la povertà»,  sottolinea Jorge Bergoglio, che poi chiama in causa apertamente  «chi ha un ruolo di guida».  I dirigenti di un paese, la classe politica, devono in altre  parole «avere obiettivi molto concreti e ricercare i mezzi  specifici per raggiungerli», anche se possono esserci  «disillusione, amarezza e indifferenza» se le aspirazioni non  si avverano. Chiudendo il suo applauditissimo intervento al Teatro, il  Papa ricorda che «la fraternità e collaborazione tra gli uomini  per costruire una società più giusta non sono un'utopia».  

Giorno dell'amico

“LA VERA AMICIZIA"


La vera amicizia molte volte è più rara del vero amore.
Il sentimento dell’amicizia è prezioso.
A volte basta la mano dell’amico per non affondare nelle sconfitte o cadere nella disperazione.
Con l'amico non si ha timore di scoprire sè stessi perchè accetterà l'essenza dell'altro, senza riserve o pregiudizi.
L’amico veglia sulla solitudine dell’altro e riesce a trasformare un luogo sterile in un luogo di delizia.
Un amico sincero è molto importante, trasmette gioia e la sua compagnia è come un profumo.
Con l’amico si instaura un’unione profonda e la mente si libera da molte preoccupazioni.
La vicinanza dell’amico non è mai un fastidio.
Un amico ama sempre: è un fratello nelle sventure.
Come in amore, l’amicizia va coltivata quotidianamente come un campo.
L’amico confida le proprie difficoltà, i propri pensieri e cerca pace nell’altro.
Anche nel silenzio l’amico comprende il cuore dell’altro.
L’amicizia condivide pensieri, desideri, speranze.
L’amico partecipa alle gioie dell’altro e scopre il suo cuore nelle piccole cose.
La lontananza non fa cessare un legame di amicizia; anzi il solo pensiero dell’amico ci fa comprendere ciò che amiamo in lui.
L’amicizia è come un edificio che viene costruito durante tutta la vita; se non si vuole che esso crolli occorre ogni giorno lavorarci sopra.
Ogni mattina bisogna guardare l’amico con occhi nuovi, mostrandogli amore, attenzione, perdono.
Per fare ciò bisogna rinnovarsi nel tempo non permettendo alle abitudini di depositarsi come polvere sul cammino.

Mi piace molto questo pensiero:
“Se hai un amico và spesso a trovarlo, perché le spine e le erbacce invadono il sentiero che non viene percorso”.

Con l’amico ogni giorno è diverso.
Nelle sofferenze l’amicizia si rinforza.
L'amico conosce le debolezze, i difetti dell’altro, e nonostante ciò non smette di amarlo.
Nei momenti di turbamento, di paura ci si può rivolgere al vero amico per essere confortati e nei momenti di gioia per condividere la felicità.
Lo sguardo dell’amico sa comprendere anche senza parlare la tristezza e la felicità dell’altro.
L'amico sa perdonare e dimenticare.
Egli porta con sé un barlume di speranza ed è colmo di gratitudine verso l’altro.
L'amico porta un raggio di luce, un sorriso nella vita dell’altro.
Conserva gelosamente un "vero" amico perchè non è facile trovarlo.

Giorno dell'amico

“LA VERA AMICIZIA"


La vera amicizia molte volte è più rara del vero amore.
Il sentimento dell’amicizia è prezioso.
A volte basta la mano dell’amico per non affondare nelle sconfitte o cadere nella disperazione.
Con l'amico non si ha timore di scoprire sè stessi perchè accetterà l'essenza dell'altro, senza riserve o pregiudizi.
L’amico veglia sulla solitudine dell’altro e riesce a trasformare un luogo sterile in un luogo di delizia.
Un amico sincero è molto importante, trasmette gioia e la sua compagnia è come un profumo.
Con l’amico si instaura un’unione profonda e la mente si libera da molte preoccupazioni.
La vicinanza dell’amico non è mai un fastidio.
Un amico ama sempre: è un fratello nelle sventure.
Come in amore, l’amicizia va coltivata quotidianamente come un campo.
L’amico confida le proprie difficoltà, i propri pensieri e cerca pace nell’altro.
Anche nel silenzio l’amico comprende il cuore dell’altro.
L’amicizia condivide pensieri, desideri, speranze.
L’amico partecipa alle gioie dell’altro e scopre il suo cuore nelle piccole cose.
La lontananza non fa cessare un legame di amicizia; anzi il solo pensiero dell’amico ci fa comprendere ciò che amiamo in lui.
L’amicizia è come un edificio che viene costruito durante tutta la vita; se non si vuole che esso crolli occorre ogni giorno lavorarci sopra.
Ogni mattina bisogna guardare l’amico con occhi nuovi, mostrandogli amore, attenzione, perdono.
Per fare ciò bisogna rinnovarsi nel tempo non permettendo alle abitudini di depositarsi come polvere sul cammino.

Mi piace molto questo pensiero:
“Se hai un amico và spesso a trovarlo, perché le spine e le erbacce invadono il sentiero che non viene percorso”.

Con l’amico ogni giorno è diverso.
Nelle sofferenze l’amicizia si rinforza.
L'amico conosce le debolezze, i difetti dell’altro, e nonostante ciò non smette di amarlo.
Nei momenti di turbamento, di paura ci si può rivolgere al vero amico per essere confortati e nei momenti di gioia per condividere la felicità.
Lo sguardo dell’amico sa comprendere anche senza parlare la tristezza e la felicità dell’altro.
L'amico sa perdonare e dimenticare.
Egli porta con sé un barlume di speranza ed è colmo di gratitudine verso l’altro.
L'amico porta un raggio di luce, un sorriso nella vita dell’altro.
Conserva gelosamente un "vero" amico perchè non è facile trovarlo.

Giorno dell'amico

“LA VERA AMICIZIA"


La vera amicizia molte volte è più rara del vero amore.
Il sentimento dell’amicizia è prezioso.
A volte basta la mano dell’amico per non affondare nelle sconfitte o cadere nella disperazione.
Con l'amico non si ha timore di scoprire sè stessi perchè accetterà l'essenza dell'altro, senza riserve o pregiudizi.
L’amico veglia sulla solitudine dell’altro e riesce a trasformare un luogo sterile in un luogo di delizia.
Un amico sincero è molto importante, trasmette gioia e la sua compagnia è come un profumo.
Con l’amico si instaura un’unione profonda e la mente si libera da molte preoccupazioni.
La vicinanza dell’amico non è mai un fastidio.
Un amico ama sempre: è un fratello nelle sventure.
Come in amore, l’amicizia va coltivata quotidianamente come un campo.
L’amico confida le proprie difficoltà, i propri pensieri e cerca pace nell’altro.
Anche nel silenzio l’amico comprende il cuore dell’altro.
L’amicizia condivide pensieri, desideri, speranze.
L’amico partecipa alle gioie dell’altro e scopre il suo cuore nelle piccole cose.
La lontananza non fa cessare un legame di amicizia; anzi il solo pensiero dell’amico ci fa comprendere ciò che amiamo in lui.
L’amicizia è come un edificio che viene costruito durante tutta la vita; se non si vuole che esso crolli occorre ogni giorno lavorarci sopra.
Ogni mattina bisogna guardare l’amico con occhi nuovi, mostrandogli amore, attenzione, perdono.
Per fare ciò bisogna rinnovarsi nel tempo non permettendo alle abitudini di depositarsi come polvere sul cammino.

Mi piace molto questo pensiero:
“Se hai un amico và spesso a trovarlo, perché le spine e le erbacce invadono il sentiero che non viene percorso”.

Con l’amico ogni giorno è diverso.
Nelle sofferenze l’amicizia si rinforza.
L'amico conosce le debolezze, i difetti dell’altro, e nonostante ciò non smette di amarlo.
Nei momenti di turbamento, di paura ci si può rivolgere al vero amico per essere confortati e nei momenti di gioia per condividere la felicità.
Lo sguardo dell’amico sa comprendere anche senza parlare la tristezza e la felicità dell’altro.
L'amico sa perdonare e dimenticare.
Egli porta con sé un barlume di speranza ed è colmo di gratitudine verso l’altro.
L'amico porta un raggio di luce, un sorriso nella vita dell’altro.
Conserva gelosamente un "vero" amico perchè non è facile trovarlo.

SALUTO DELLA COMUNITA' DI SANTA MARIA A MONTE

LA DOMENICA
TOSCANA OGGI

14 luglio 2013 III
Santa Maria a Monte
saluta don Jorge Ribeiro
a Comunità parrocchiale
di Santa Maria a Monte
saluta e ringrazia padre
Jorge Ribeiro per questi
anni trascorsi con noi, prima
accanto a don Alvaro, poi
vicino a don Marco.
Gli anni che passano in una
parrocchia sono paragonabili a
quelli di una famiglia, quindi
pieni di momenti più o meno
felici da vivere insieme. Grazie
per aver condiviso con noi i
momenti di festa, di inizio di
nuove attività, di condivisione,
ma anche i momenti di
maggior fatica e difficoltà con
la tua presenza discreta e
spesso ironica, leggera,
«sdrammatizzante». Grazie per
la tua sincerità, per la tua
voglia di confronto e per la
raffinatezza del tuo pensiero.
Sei stato per noi occasione di
apertura e di conoscenza non
solo di una cultura
proveniente «dall’altra parte
del mondo» (come direbbe il
nostro Papa) ma anche di un
pensiero nuovo, fresco, a volte
anche provocatorio, sempre
seme di riflessione e di
crescita. Lo Spirito Santo,
originalità del Padre, soffia
sulla Chiesa suscitando carismi
e bellezze sempre diverse ma
unite in un unico corpo,
quello di Cristo. È stato bello,
anche nella nostra parrocchia,
poter sperimentare insieme
questa diversità, sempre fonte
di ricchezza, e bellezza
intrinseca della Chiesa.
Ringraziamo il Signore per
averti posto a sostegno e guida
della nostra comunità per
questo tratto di cammino, e
speriamo di rimanere tutti nel
tuo cuore e nelle tue preghiere.
Proprio la preghiera è la
potenza di ogni cristiano, colei
che rende vicini al Padre e ai
fratelli anche quando le
distanze sembrano infinite.
Promettiamo allora di
accompagnarti nel tuo viaggio
e nella tua nuova attività con la
preghiera, e speriamo che tu
possa portare con te in Brasile
il ricordo di una comunità
piccola ma dal cuore grande,
fatta di bambini, adulti,
famiglie, ammalati visitati,
giovani conosciuti, fedeli
confessati e tutti coloro che
hanno vissuto con te questo
tempo di grazia.

Semplicemente Grazie!

Meditazioni: Messa di ringraziamento


Oggi Gesù ci ha indicato sei verbi per vivere la nostra missionarietà. Riflettiamo insieme:
PREGATE: cogliere la necessità, con gli occhi aperti e il cuore disponibile.
ANDATE: la preghiera diventa azione, il Signore ti rende capace di compierlo.
ENTRATE: farci vicini alle persone e alla loro vita. Un farci accanto nell’amicizia e nel dialogo.
DITE: rendere ragione della propria speranza, annunciare il Vangelo, nel coraggio e nella verità.
RESTATE: non un passaggio superficiale, che dice e poi non mantiene ma una presenza continua, un amore fedele e costante.
CURATE: la presenza deve essere capacità di curare, di liberare le persone, di aiutarle e non essere più sdraiate ma in piedi. Dove passa un cristiano deve passare la guarigione, l’aiuto per un’umanità più piena e felice, più autentica e libera.
DUNQUE:
La nostra vocazione di discepoli di Gesù si riassume in tre atteggiamenti o impegni:
1.     Annunciatori della Parola: nasce dal Signore stesso che ci chiama; si alimenta al contatto vivo e genuino con Dio nella fede, nella grazia e nella preghiera.
2.     Serenità e coraggio: anche se immerso nel rischio e nella persecuzione, il discepolo non deve mai lasciarsi tentare dal fascino della violenza o dell’imposizione forzata. Si deve essere sempre “agnelli”,  cioè annunciatori di pace che propongono e mai impongono. Deve evitare anche l’eccesso opposto, quello del compromesso o dell’accomodamento.
3.     Proclamare nella povertà. Chi proclama il vangelo deve essere distaccato dagli incubi economici e dalla preoccupazione maniacale per il futuro, deve ricevere ciò che gli viene offerto e donare ciò che ha ricevuto.
Il missionario è un pellegrino che cammina sotto il sole cocente senza borse e bussa chiedendo ospitalità. Un operaio che lavora duramente tutto il giorno e a sera attende la giusta ricompensa. Il volto del missionario è delineato da Luca così: generosità, povertà, distacco, carità e fedeltà a Dio. Gesù è il modello del missionario!
Il mio tempo in questa parrocchia posso definire in due parole: conoscenza e accoglienza. E’ fondamentale perseguire una vita continuamente orientata alla ricerca e conservazione di quella Conoscenza che è Verità e, al contempo, alla costante ricerca dell’innovazione che è evoluzione della conoscenza precedente. Questo significa non lasciarsi influenzare dai miti, ideologie o paure.

Ritengo che vivere la fede è accogliere la Parola di Qualcuno che vive, è incontrare una Persona. Accoglierla. Abbracciarla. O meglio, lasciarsi abbracciare! Se vivere la fede si riducesse a seguire un’idea, a spiegare una teoria, a difendere un’ideologia, a rispettare una morale, a promuovere un progetto... sarebbe terribilmente noioso! Quando si ama, non si ha voglia di stringere un teorema, ma una persona viva. Chi crede fa l’esperienza strepitosa dell’essere incontrato, amato, abbracciato, accompagnato. Questo è essere missionario, questo è essere cristiano. Ho cercato di vivere così, non so si sono riuscito…, A quelli che ho ferito chiedo perdono e a tutti GRAZIE! 

Pra se pensar ....

Desespero anunciado

Desespero anunciado Para que essa agonia exorbitante? Parece que tudo vai se esvair O que se deve fazer? Viver recluso na pr...