É a página de todos que acreditam na amizade e no seu poder de libertação e felicidade.É o lugar daqueles que percebem na amizade o fator de realização e perfeição. Quem vive a fazer o bem é feliz!
INCONTRO CON LE FAMIGLIE
Incontro con le Famiglie
Una quarantina di persone si fece presente all’incontro con le famiglie, , realizzato qui in Parrocchia il sabato 15 gennaio: le coppie con i loro figlie, i sacerdoti della Parrocchia: Don Marco e Don Giorgio, come di altre persone che hanno voluto partecipare; ci siamo incontrati in Chiesa alle ore 18:00 per la preghiera e meditazione della Parola del Signore; poi siamo andati alla “Casa di Catechismo”, ivi i bambini sono andati a una stanza e gli adulti a un’altra, cioè i piccoli hanno giocato e fatto l’esperienza di essere insiemi durante 1:30m e gli adulti da loro parte a riflettere sulla famiglia, il suo perché, la sua radice, la sua fonte e la sua difficile missione di educare i figli e di vivere sempre nell’amore.
A partire da un testo confezionato da Don Giorgio si ha discusso sulla famiglia come la “prima scuola nelle virtù sociali, di cui tutte le società hanno bisogno”, ma anche sulla educazione dentro la famiglia e su questo si è detto che “la famiglia rappresenta la pedagogia più concreta ed efficace perché i figli si inseriscano in forma attiva, responsabile e feconda nell’orizzonte più vasto della società” e per conseguire questa missione si richiede l’impegno dei genitore e l’amore dentro la stessa famiglia, quindi “l’elemento più radicale, che determina il dovere educativo dei genitori, è l’amore paterno e materno che trova nell’azione educativa la sua realizzazione, rendendo pieno e perfetto il servizio alla vita”. Con queste prerogative le famiglie presenti hanno voluto continuare questa esperienza, cioè di incontrarsi una volta al mese (il terzo sabato di ogni mese) per pregare e riflettere insieme sulle proprie famiglie e come integrare nella comunità parrocchiale le famiglie disperse e divise.
Dopodichè tutti quanti siamo andati all’oratorio per condividere il pane, cioè esserci insieme come una unica famiglia che costruisce la propria gioia e la propria forza nell’ascolto della Parola di Dio, nella riflessione delle esperienze vissute e anche nel rafforzo dei vincoli di amicizia nella condivisone della mensa. Ci è rimasto impresso la bellezza e la necessità di camminare con gli altri e di vivere in continua comunione per costruire nelle nostre famiglie e nella comunità cristiana uno spazio vitale di vita e di servizio. Speriamo nel Signore che riuniti insieme nella costruzione di un mondo migliore, possiamo godere la gioia senza fine.
Una quarantina di persone si fece presente all’incontro con le famiglie, , realizzato qui in Parrocchia il sabato 15 gennaio: le coppie con i loro figlie, i sacerdoti della Parrocchia: Don Marco e Don Giorgio, come di altre persone che hanno voluto partecipare; ci siamo incontrati in Chiesa alle ore 18:00 per la preghiera e meditazione della Parola del Signore; poi siamo andati alla “Casa di Catechismo”, ivi i bambini sono andati a una stanza e gli adulti a un’altra, cioè i piccoli hanno giocato e fatto l’esperienza di essere insiemi durante 1:30m e gli adulti da loro parte a riflettere sulla famiglia, il suo perché, la sua radice, la sua fonte e la sua difficile missione di educare i figli e di vivere sempre nell’amore.
A partire da un testo confezionato da Don Giorgio si ha discusso sulla famiglia come la “prima scuola nelle virtù sociali, di cui tutte le società hanno bisogno”, ma anche sulla educazione dentro la famiglia e su questo si è detto che “la famiglia rappresenta la pedagogia più concreta ed efficace perché i figli si inseriscano in forma attiva, responsabile e feconda nell’orizzonte più vasto della società” e per conseguire questa missione si richiede l’impegno dei genitore e l’amore dentro la stessa famiglia, quindi “l’elemento più radicale, che determina il dovere educativo dei genitori, è l’amore paterno e materno che trova nell’azione educativa la sua realizzazione, rendendo pieno e perfetto il servizio alla vita”. Con queste prerogative le famiglie presenti hanno voluto continuare questa esperienza, cioè di incontrarsi una volta al mese (il terzo sabato di ogni mese) per pregare e riflettere insieme sulle proprie famiglie e come integrare nella comunità parrocchiale le famiglie disperse e divise.
Dopodichè tutti quanti siamo andati all’oratorio per condividere il pane, cioè esserci insieme come una unica famiglia che costruisce la propria gioia e la propria forza nell’ascolto della Parola di Dio, nella riflessione delle esperienze vissute e anche nel rafforzo dei vincoli di amicizia nella condivisone della mensa. Ci è rimasto impresso la bellezza e la necessità di camminare con gli altri e di vivere in continua comunione per costruire nelle nostre famiglie e nella comunità cristiana uno spazio vitale di vita e di servizio. Speriamo nel Signore che riuniti insieme nella costruzione di un mondo migliore, possiamo godere la gioia senza fine.
INCONTRO CON LE FAMIGLIE
Incontro con le Famiglie
Una quarantina di persone si fece presente all’incontro con le famiglie, , realizzato qui in Parrocchia il sabato 15 gennaio: le coppie con i loro figlie, i sacerdoti della Parrocchia: Don Marco e Don Giorgio, come di altre persone che hanno voluto partecipare; ci siamo incontrati in Chiesa alle ore 18:00 per la preghiera e meditazione della Parola del Signore; poi siamo andati alla “Casa di Catechismo”, ivi i bambini sono andati a una stanza e gli adulti a un’altra, cioè i piccoli hanno giocato e fatto l’esperienza di essere insiemi durante 1:30m e gli adulti da loro parte a riflettere sulla famiglia, il suo perché, la sua radice, la sua fonte e la sua difficile missione di educare i figli e di vivere sempre nell’amore.
A partire da un testo confezionato da Don Giorgio si ha discusso sulla famiglia come la “prima scuola nelle virtù sociali, di cui tutte le società hanno bisogno”, ma anche sulla educazione dentro la famiglia e su questo si è detto che “la famiglia rappresenta la pedagogia più concreta ed efficace perché i figli si inseriscano in forma attiva, responsabile e feconda nell’orizzonte più vasto della società” e per conseguire questa missione si richiede l’impegno dei genitore e l’amore dentro la stessa famiglia, quindi “l’elemento più radicale, che determina il dovere educativo dei genitori, è l’amore paterno e materno che trova nell’azione educativa la sua realizzazione, rendendo pieno e perfetto il servizio alla vita”. Con queste prerogative le famiglie presenti hanno voluto continuare questa esperienza, cioè di incontrarsi una volta al mese (il terzo sabato di ogni mese) per pregare e riflettere insieme sulle proprie famiglie e come integrare nella comunità parrocchiale le famiglie disperse e divise.
Dopodichè tutti quanti siamo andati all’oratorio per condividere il pane, cioè esserci insieme come una unica famiglia che costruisce la propria gioia e la propria forza nell’ascolto della Parola di Dio, nella riflessione delle esperienze vissute e anche nel rafforzo dei vincoli di amicizia nella condivisone della mensa. Ci è rimasto impresso la bellezza e la necessità di camminare con gli altri e di vivere in continua comunione per costruire nelle nostre famiglie e nella comunità cristiana uno spazio vitale di vita e di servizio. Speriamo nel Signore che riuniti insieme nella costruzione di un mondo migliore, possiamo godere la gioia senza fine.
Una quarantina di persone si fece presente all’incontro con le famiglie, , realizzato qui in Parrocchia il sabato 15 gennaio: le coppie con i loro figlie, i sacerdoti della Parrocchia: Don Marco e Don Giorgio, come di altre persone che hanno voluto partecipare; ci siamo incontrati in Chiesa alle ore 18:00 per la preghiera e meditazione della Parola del Signore; poi siamo andati alla “Casa di Catechismo”, ivi i bambini sono andati a una stanza e gli adulti a un’altra, cioè i piccoli hanno giocato e fatto l’esperienza di essere insiemi durante 1:30m e gli adulti da loro parte a riflettere sulla famiglia, il suo perché, la sua radice, la sua fonte e la sua difficile missione di educare i figli e di vivere sempre nell’amore.
A partire da un testo confezionato da Don Giorgio si ha discusso sulla famiglia come la “prima scuola nelle virtù sociali, di cui tutte le società hanno bisogno”, ma anche sulla educazione dentro la famiglia e su questo si è detto che “la famiglia rappresenta la pedagogia più concreta ed efficace perché i figli si inseriscano in forma attiva, responsabile e feconda nell’orizzonte più vasto della società” e per conseguire questa missione si richiede l’impegno dei genitore e l’amore dentro la stessa famiglia, quindi “l’elemento più radicale, che determina il dovere educativo dei genitori, è l’amore paterno e materno che trova nell’azione educativa la sua realizzazione, rendendo pieno e perfetto il servizio alla vita”. Con queste prerogative le famiglie presenti hanno voluto continuare questa esperienza, cioè di incontrarsi una volta al mese (il terzo sabato di ogni mese) per pregare e riflettere insieme sulle proprie famiglie e come integrare nella comunità parrocchiale le famiglie disperse e divise.
Dopodichè tutti quanti siamo andati all’oratorio per condividere il pane, cioè esserci insieme come una unica famiglia che costruisce la propria gioia e la propria forza nell’ascolto della Parola di Dio, nella riflessione delle esperienze vissute e anche nel rafforzo dei vincoli di amicizia nella condivisone della mensa. Ci è rimasto impresso la bellezza e la necessità di camminare con gli altri e di vivere in continua comunione per costruire nelle nostre famiglie e nella comunità cristiana uno spazio vitale di vita e di servizio. Speriamo nel Signore che riuniti insieme nella costruzione di un mondo migliore, possiamo godere la gioia senza fine.
INCONTRO CON LE FAMIGLIE
Incontro con le Famiglie
Una quarantina di persone si fece presente all’incontro con le famiglie, , realizzato qui in Parrocchia il sabato 15 gennaio: le coppie con i loro figlie, i sacerdoti della Parrocchia: Don Marco e Don Giorgio, come di altre persone che hanno voluto partecipare; ci siamo incontrati in Chiesa alle ore 18:00 per la preghiera e meditazione della Parola del Signore; poi siamo andati alla “Casa di Catechismo”, ivi i bambini sono andati a una stanza e gli adulti a un’altra, cioè i piccoli hanno giocato e fatto l’esperienza di essere insiemi durante 1:30m e gli adulti da loro parte a riflettere sulla famiglia, il suo perché, la sua radice, la sua fonte e la sua difficile missione di educare i figli e di vivere sempre nell’amore.
A partire da un testo confezionato da Don Giorgio si ha discusso sulla famiglia come la “prima scuola nelle virtù sociali, di cui tutte le società hanno bisogno”, ma anche sulla educazione dentro la famiglia e su questo si è detto che “la famiglia rappresenta la pedagogia più concreta ed efficace perché i figli si inseriscano in forma attiva, responsabile e feconda nell’orizzonte più vasto della società” e per conseguire questa missione si richiede l’impegno dei genitore e l’amore dentro la stessa famiglia, quindi “l’elemento più radicale, che determina il dovere educativo dei genitori, è l’amore paterno e materno che trova nell’azione educativa la sua realizzazione, rendendo pieno e perfetto il servizio alla vita”. Con queste prerogative le famiglie presenti hanno voluto continuare questa esperienza, cioè di incontrarsi una volta al mese (il terzo sabato di ogni mese) per pregare e riflettere insieme sulle proprie famiglie e come integrare nella comunità parrocchiale le famiglie disperse e divise.
Dopodichè tutti quanti siamo andati all’oratorio per condividere il pane, cioè esserci insieme come una unica famiglia che costruisce la propria gioia e la propria forza nell’ascolto della Parola di Dio, nella riflessione delle esperienze vissute e anche nel rafforzo dei vincoli di amicizia nella condivisone della mensa. Ci è rimasto impresso la bellezza e la necessità di camminare con gli altri e di vivere in continua comunione per costruire nelle nostre famiglie e nella comunità cristiana uno spazio vitale di vita e di servizio. Speriamo nel Signore che riuniti insieme nella costruzione di un mondo migliore, possiamo godere la gioia senza fine.
Una quarantina di persone si fece presente all’incontro con le famiglie, , realizzato qui in Parrocchia il sabato 15 gennaio: le coppie con i loro figlie, i sacerdoti della Parrocchia: Don Marco e Don Giorgio, come di altre persone che hanno voluto partecipare; ci siamo incontrati in Chiesa alle ore 18:00 per la preghiera e meditazione della Parola del Signore; poi siamo andati alla “Casa di Catechismo”, ivi i bambini sono andati a una stanza e gli adulti a un’altra, cioè i piccoli hanno giocato e fatto l’esperienza di essere insiemi durante 1:30m e gli adulti da loro parte a riflettere sulla famiglia, il suo perché, la sua radice, la sua fonte e la sua difficile missione di educare i figli e di vivere sempre nell’amore.
A partire da un testo confezionato da Don Giorgio si ha discusso sulla famiglia come la “prima scuola nelle virtù sociali, di cui tutte le società hanno bisogno”, ma anche sulla educazione dentro la famiglia e su questo si è detto che “la famiglia rappresenta la pedagogia più concreta ed efficace perché i figli si inseriscano in forma attiva, responsabile e feconda nell’orizzonte più vasto della società” e per conseguire questa missione si richiede l’impegno dei genitore e l’amore dentro la stessa famiglia, quindi “l’elemento più radicale, che determina il dovere educativo dei genitori, è l’amore paterno e materno che trova nell’azione educativa la sua realizzazione, rendendo pieno e perfetto il servizio alla vita”. Con queste prerogative le famiglie presenti hanno voluto continuare questa esperienza, cioè di incontrarsi una volta al mese (il terzo sabato di ogni mese) per pregare e riflettere insieme sulle proprie famiglie e come integrare nella comunità parrocchiale le famiglie disperse e divise.
Dopodichè tutti quanti siamo andati all’oratorio per condividere il pane, cioè esserci insieme come una unica famiglia che costruisce la propria gioia e la propria forza nell’ascolto della Parola di Dio, nella riflessione delle esperienze vissute e anche nel rafforzo dei vincoli di amicizia nella condivisone della mensa. Ci è rimasto impresso la bellezza e la necessità di camminare con gli altri e di vivere in continua comunione per costruire nelle nostre famiglie e nella comunità cristiana uno spazio vitale di vita e di servizio. Speriamo nel Signore che riuniti insieme nella costruzione di un mondo migliore, possiamo godere la gioia senza fine.
BOA SORTE, GOOD LUCK
E così
Non c’è più niente da fare
È finita, buona fortuna
Non so più che dire
Sono solo parole
E ciò che sento
Non cambierà nulla
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto ciò che ami di me
Irreale
Aspettative
Sleali
E così
Non c’è più niente da fare
È finita, buona fortuna
Non so più che dire
Sono solo parole
E ciò che sento
Non cambierà nulla
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto ciò che ami di me
Non è reale
Aspettative
Sleali
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto ciò che ami di me
Irreale
Aspettative
Sleali
anche se stai tenendo duro
voglio che tu venga curato
da questa persona
che ti ha avvelenato
C’è uno scontro
Visto da questo punto di vista
Ci sono molte persone speciali nel mondo
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto quello che ami di me
Non è reale
Aspettative
Sleali
Stiamo cadendo nella notte
Un buon incontro è di due
TRAD. ITALIANA
Non c’è più niente da fare
È finita, buona fortuna
Non so più che dire
Sono solo parole
E ciò che sento
Non cambierà nulla
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto ciò che ami di me
Irreale
Aspettative
Sleali
E così
Non c’è più niente da fare
È finita, buona fortuna
Non so più che dire
Sono solo parole
E ciò che sento
Non cambierà nulla
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto ciò che ami di me
Non è reale
Aspettative
Sleali
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto ciò che ami di me
Irreale
Aspettative
Sleali
anche se stai tenendo duro
voglio che tu venga curato
da questa persona
che ti ha avvelenato
C’è uno scontro
Visto da questo punto di vista
Ci sono molte persone speciali nel mondo
Tutto quello che vuoi darmi
È troppo
È pesante
Non c’è pace
Tutto quello che ami di me
Non è reale
Aspettative
Sleali
Stiamo cadendo nella notte
Un buon incontro è di due
TRAD. ITALIANA
encontro con le famiglie: preghiera
Incontro con le Famiglie
Canto iniziale:
Introduzione \ accoglienza
Canto per la parola
Lettura biblica: Dagli Atti degli Apostoli (2, 42-48).
(Quelli che erano stati battezzati) erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. Parola di Dio
Pausa meditazione:
Invocazioni:
1. Per le Chiese cristiane, che mostrano ancora oggi le ferite prodotte dalle divisioni: dona il tuo spirito di riconciliazione, perché ogni Chiesa goda delle ricchezze altrui, preghiamo.
2. Per ogni bambino che nasce: perché sia accolto come dono da custodire con rispetto, gratitudine e con un costante impegno educativo, preghiamo.
3. Per tutti i giovani: nel difficile momento delle scelte possano sempre contare sull'aiuto di genitori ed educatori, per comprendere al meglio la propria chiamata, preghiamo.
4. Per le coppie che non possono avere il dono dei figli: il loro amore possa aprirsi a chi nel mondo attende affetto e accoglienza, preghiamo.
5. Per chi non ha famiglia o fugge da esperienze negative: possa contare sull'aiuto di persone oneste e SU comunità cristiane accoglienti e cariche di affetto, preghiamo.
6. Invocazioni spontanee..
Preghiera del PADRENOSTRO
Preghiera finale: Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi ti benediciamo e ti ringraziamo per questa nostra famiglia che vuol vivere unita nell'amore e Ti offriamo le gioie e i dolori della nostra vita, e ti presentiamo le nostre speranze per l'avvenire.O Dio, fonte di ogni bene, dona alla nostra mensa il cibo quotidiano, conservaci nella salute e nella pace, guida i nostri passi sulla via del bene. Fa' che dopo aver vissuto felici in questa casa, ci ritroviamo ancora tutti uniti nella felicità del Paradiso. Amen.
Canto finale
Canto iniziale:
Introduzione \ accoglienza
Canto per la parola
Lettura biblica: Dagli Atti degli Apostoli (2, 42-48).
(Quelli che erano stati battezzati) erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. Parola di Dio
Pausa meditazione:
Invocazioni:
1. Per le Chiese cristiane, che mostrano ancora oggi le ferite prodotte dalle divisioni: dona il tuo spirito di riconciliazione, perché ogni Chiesa goda delle ricchezze altrui, preghiamo.
2. Per ogni bambino che nasce: perché sia accolto come dono da custodire con rispetto, gratitudine e con un costante impegno educativo, preghiamo.
3. Per tutti i giovani: nel difficile momento delle scelte possano sempre contare sull'aiuto di genitori ed educatori, per comprendere al meglio la propria chiamata, preghiamo.
4. Per le coppie che non possono avere il dono dei figli: il loro amore possa aprirsi a chi nel mondo attende affetto e accoglienza, preghiamo.
5. Per chi non ha famiglia o fugge da esperienze negative: possa contare sull'aiuto di persone oneste e SU comunità cristiane accoglienti e cariche di affetto, preghiamo.
6. Invocazioni spontanee..
Preghiera del PADRENOSTRO
Preghiera finale: Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi ti benediciamo e ti ringraziamo per questa nostra famiglia che vuol vivere unita nell'amore e Ti offriamo le gioie e i dolori della nostra vita, e ti presentiamo le nostre speranze per l'avvenire.O Dio, fonte di ogni bene, dona alla nostra mensa il cibo quotidiano, conservaci nella salute e nella pace, guida i nostri passi sulla via del bene. Fa' che dopo aver vissuto felici in questa casa, ci ritroviamo ancora tutti uniti nella felicità del Paradiso. Amen.
Canto finale
Tolleranza religiosa in M. Montaigne
M. MONTAIGNE
Chi legge Montaigne superficialmente o tradizionalmente penserà che il suo pensiero possa portare al suicidio, alla anarchia o all’ateismo, ma quello che egli cercava era se stesso, cioè il trasfondo dell’anima umana, rivelandola così com’è: ambigua, sfuggente e sempre desiderosa di più senso.
Un’anima inquieta e aperta alla novità può capire il significato di questo modo di filosofare, non sistematico, ma che cerca di toccare l’uomo in quello che ha di più originale e di più terribile. Pascal e Nietzsche hanno ben inteso il procedere di Montaigne, perché anche loro percepito l’uomo come un pendolo tra il Nulla di sé e la Volontà di esser qualcos’altro.
Il modo di filosofare, cioè il metodo di Montaigne storico – critico e il contenuto esistenziale – sapienziale, porta a inquadrare il suo pensiero nella vena dei grandi pensatori della storia: Socrate, Platone, Cicerone … e che ha trovato ecco nella storia con altri tanti pensatori: Pascal, Rousseau, Nietzsche, Morin, … La sua è una filosofia della vita, rivoluzionaria, cioè un tentativo di dialogare con la storia attraverso una costante conversazione del passato con il presente e aperto al futuro. Infatti il suo metodo, non del tutto convenzionale, è allo stesso tempo ironico, sapienziale, scettico e esistenziale. Il suo pensiero coniuga il migliore dello spunto classico e la sfida della modernità, disegnando «se stesso». Questo approccio dinamico ci porta a vedere Montaigne non solo un umanista geniale, ma il precursore di un modo di filosofare che sia anzitutto dialogo con le vicende più profonde del soggetto umano e della società.
Quando Montaigne invoca i classici del pensiero non cerca appena giustificare il suo cammino, ma vuole inserirsi nella lunga strada di quelli che hanno avuto il coraggio di esporre la propria vita come riflessione. Fare una filosofia così democratica , coniugando le diversità non significa buttare via i fondamenti, ma rivestirgli di nuove possibilità.
Il pensiero di Montaigne è inquietudine, talvolta vertiginosa, non pretende una risposta assoluta alle domande, ma tenta rifare le domande attraverso le proprie vicende, invitando ognuno di trovare nella stessa vita le possibile risposte. Egli è conscio che le risposte sempre si cambiano perché anche le domande sono spostate. L’invito di Montaigne è di staccarsene continuamente perché si possa trovare la verità, che non è quella logica, ma quella esistenziale.
Al di là che il ritratto fornito da Montaigne nei suoi Saggi sia un ritratto di se stesso o di ciascun’altro, senza dubbio egli fornisce un ritratto assai condiscendente della condizione umana; certamente non è esauriente, come non è nessuno altro, ma «drammaticamente» veritiero. Chi non sperimenta in se stesso il dubbio delle scelte fatte? Chi non sente nella propria coscienza il dolore delle divisioni? Chi non percepisce nei propri gesti un misto di gratuità ed interessi? Chi non patisce l’amarezza della propria contraddizione interna? Chi non vede al nome di un bene maggiore l’ambiguità della propria posizione? Chi, essendo veramente umano e senza voglia di ingannare, non si sente «perduto» quando afferma qualcosa su di se?
Avere in conto le cose che causano più terrore all’umanità: guerra, separazione, passioni, pensiero e morte, e farne una riflessione filosofica, vuol dire non solo saggezza ma anche capacità di inserire la felicità e il gusto di vivere dentro delle proprie limitazione umane. La realizzazione non è al di fuori o in un altro piano, ma nel affrontare e vivere intensamente la vita così come viene data.
Perché cose terribile succedono all’umanità? Tante disgrazie perché? Nella scia di Montaigne possiamo dire che a causa della degenerata attitudine degli uomini, non abbandono o furia di Dio. Vedere i differenti come uguali, le varietà di costumi i razze come un appello alla tolleranza, è il cammino verso una civilizzazione e la pace. Le «passioni» debbono essere usate per costruire rapporti amichevoli, non di guerre o violenza.
Jorge Ribeiro
jorgeribeiroribeiro@gmail.com
Chi legge Montaigne superficialmente o tradizionalmente penserà che il suo pensiero possa portare al suicidio, alla anarchia o all’ateismo, ma quello che egli cercava era se stesso, cioè il trasfondo dell’anima umana, rivelandola così com’è: ambigua, sfuggente e sempre desiderosa di più senso.
Un’anima inquieta e aperta alla novità può capire il significato di questo modo di filosofare, non sistematico, ma che cerca di toccare l’uomo in quello che ha di più originale e di più terribile. Pascal e Nietzsche hanno ben inteso il procedere di Montaigne, perché anche loro percepito l’uomo come un pendolo tra il Nulla di sé e la Volontà di esser qualcos’altro.
Il modo di filosofare, cioè il metodo di Montaigne storico – critico e il contenuto esistenziale – sapienziale, porta a inquadrare il suo pensiero nella vena dei grandi pensatori della storia: Socrate, Platone, Cicerone … e che ha trovato ecco nella storia con altri tanti pensatori: Pascal, Rousseau, Nietzsche, Morin, … La sua è una filosofia della vita, rivoluzionaria, cioè un tentativo di dialogare con la storia attraverso una costante conversazione del passato con il presente e aperto al futuro. Infatti il suo metodo, non del tutto convenzionale, è allo stesso tempo ironico, sapienziale, scettico e esistenziale. Il suo pensiero coniuga il migliore dello spunto classico e la sfida della modernità, disegnando «se stesso». Questo approccio dinamico ci porta a vedere Montaigne non solo un umanista geniale, ma il precursore di un modo di filosofare che sia anzitutto dialogo con le vicende più profonde del soggetto umano e della società.
Quando Montaigne invoca i classici del pensiero non cerca appena giustificare il suo cammino, ma vuole inserirsi nella lunga strada di quelli che hanno avuto il coraggio di esporre la propria vita come riflessione. Fare una filosofia così democratica , coniugando le diversità non significa buttare via i fondamenti, ma rivestirgli di nuove possibilità.
Il pensiero di Montaigne è inquietudine, talvolta vertiginosa, non pretende una risposta assoluta alle domande, ma tenta rifare le domande attraverso le proprie vicende, invitando ognuno di trovare nella stessa vita le possibile risposte. Egli è conscio che le risposte sempre si cambiano perché anche le domande sono spostate. L’invito di Montaigne è di staccarsene continuamente perché si possa trovare la verità, che non è quella logica, ma quella esistenziale.
Al di là che il ritratto fornito da Montaigne nei suoi Saggi sia un ritratto di se stesso o di ciascun’altro, senza dubbio egli fornisce un ritratto assai condiscendente della condizione umana; certamente non è esauriente, come non è nessuno altro, ma «drammaticamente» veritiero. Chi non sperimenta in se stesso il dubbio delle scelte fatte? Chi non sente nella propria coscienza il dolore delle divisioni? Chi non percepisce nei propri gesti un misto di gratuità ed interessi? Chi non patisce l’amarezza della propria contraddizione interna? Chi non vede al nome di un bene maggiore l’ambiguità della propria posizione? Chi, essendo veramente umano e senza voglia di ingannare, non si sente «perduto» quando afferma qualcosa su di se?
Avere in conto le cose che causano più terrore all’umanità: guerra, separazione, passioni, pensiero e morte, e farne una riflessione filosofica, vuol dire non solo saggezza ma anche capacità di inserire la felicità e il gusto di vivere dentro delle proprie limitazione umane. La realizzazione non è al di fuori o in un altro piano, ma nel affrontare e vivere intensamente la vita così come viene data.
Perché cose terribile succedono all’umanità? Tante disgrazie perché? Nella scia di Montaigne possiamo dire che a causa della degenerata attitudine degli uomini, non abbandono o furia di Dio. Vedere i differenti come uguali, le varietà di costumi i razze come un appello alla tolleranza, è il cammino verso una civilizzazione e la pace. Le «passioni» debbono essere usate per costruire rapporti amichevoli, non di guerre o violenza.
Jorge Ribeiro
jorgeribeiroribeiro@gmail.com
Assinar:
Postagens (Atom)
Pra se pensar ....
Desespero anunciado
Desespero anunciado Para que essa agonia exorbitante? Parece que tudo vai se esvair O que se deve fazer? Viver recluso na pr...
-
Arte e religião sempre andaram juntas, ambas realidades expressam o mundo da fé, da esperança e da busca de um verdadeiro sentido à própria ...
-
RESUMO DO LIVRO: A GRAÇA AUTOR: SANTO AGOSTINHO Síntese e notas de: Antônio Delson Conceição de Jesus Jesus 1. I...
-
QUARESMA: conversão e missão Por Pe. Jorge Ribeiro www.pjribeiro.blogspot.com Com o apelo incisivo e magistral do pr...

