encontro con le famiglie: preghiera

Incontro con le Famiglie




Canto iniziale:



Introduzione \ accoglienza



Canto per la parola

Lettura biblica: Dagli Atti degli Apostoli (2, 42-48).

(Quelli che erano stati battezzati) erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. Parola di Dio

Pausa meditazione:



Invocazioni:



1. Per le Chiese cristiane, che mostrano ancora oggi le ferite prodotte dalle divisioni: dona il tuo spirito di riconciliazione, perché ogni Chiesa goda delle ricchezze altrui, preghiamo.

2. Per ogni bambino che nasce: perché sia accolto come dono da custodire con rispetto, gratitudine e con un costante impegno educativo, preghiamo.

3. Per tutti i giovani: nel difficile momento delle scelte possano sempre contare sull'aiuto di genitori ed educatori, per comprendere al meglio la propria chiamata, preghiamo.

4. Per le coppie che non possono avere il dono dei figli: il loro amore possa aprirsi a chi nel mondo attende affetto e accoglienza, preghiamo.

5. Per chi non ha famiglia o fugge da esperienze negative: possa contare sull'aiuto di persone oneste e SU comunità cristiane accoglienti e cariche di affetto, preghiamo.

6. Invocazioni spontanee..





Preghiera del PADRENOSTRO



Preghiera finale: Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi ti benediciamo e ti ringraziamo per questa nostra famiglia che vuol vivere unita nell'amore e Ti offriamo le gioie e i dolori della nostra vita, e ti presentiamo le nostre speranze per l'avvenire.O Dio, fonte di ogni bene, dona alla nostra mensa il cibo quotidiano, conservaci nella salute e nella pace, guida i nostri passi sulla via del bene. Fa' che dopo aver vissuto felici in questa casa, ci ritroviamo ancora tutti uniti nella felicità del Paradiso. Amen.



Canto finale

Tolleranza religiosa in M. Montaigne

M. MONTAIGNE


Chi legge Montaigne superficialmente o tradizionalmente penserà che il suo pensiero possa portare al suicidio, alla anarchia o all’ateismo, ma quello che egli cercava era se stesso, cioè il trasfondo dell’anima umana, rivelandola così com’è: ambigua, sfuggente e sempre desiderosa di più senso.

Un’anima inquieta e aperta alla novità può capire il significato di questo modo di filosofare, non sistematico, ma che cerca di toccare l’uomo in quello che ha di più originale e di più terribile. Pascal e Nietzsche hanno ben inteso il procedere di Montaigne, perché anche loro percepito l’uomo come un pendolo tra il Nulla di sé e la Volontà di esser qualcos’altro.

Il modo di filosofare, cioè il metodo di Montaigne storico – critico e il contenuto esistenziale – sapienziale, porta a inquadrare il suo pensiero nella vena dei grandi pensatori della storia: Socrate, Platone, Cicerone … e che ha trovato ecco nella storia con altri tanti pensatori: Pascal, Rousseau, Nietzsche, Morin, … La sua è una filosofia della vita, rivoluzionaria, cioè un tentativo di dialogare con la storia attraverso una costante conversazione del passato con il presente e aperto al futuro. Infatti il suo metodo, non del tutto convenzionale, è allo stesso tempo ironico, sapienziale, scettico e esistenziale. Il suo pensiero coniuga il migliore dello spunto classico e la sfida della modernità, disegnando «se stesso». Questo approccio dinamico ci porta a vedere Montaigne non solo un umanista geniale, ma il precursore di un modo di filosofare che sia anzitutto dialogo con le vicende più profonde del soggetto umano e della società.

Quando Montaigne invoca i classici del pensiero non cerca appena giustificare il suo cammino, ma vuole inserirsi nella lunga strada di quelli che hanno avuto il coraggio di esporre la propria vita come riflessione. Fare una filosofia così democratica , coniugando le diversità non significa buttare via i fondamenti, ma rivestirgli di nuove possibilità.

Il pensiero di Montaigne è inquietudine, talvolta vertiginosa, non pretende una risposta assoluta alle domande, ma tenta rifare le domande attraverso le proprie vicende, invitando ognuno di trovare nella stessa vita le possibile risposte. Egli è conscio che le risposte sempre si cambiano perché anche le domande sono spostate. L’invito di Montaigne è di staccarsene continuamente perché si possa trovare la verità, che non è quella logica, ma quella esistenziale.

Al di là che il ritratto fornito da Montaigne nei suoi Saggi sia un ritratto di se stesso o di ciascun’altro, senza dubbio egli fornisce un ritratto assai condiscendente della condizione umana; certamente non è esauriente, come non è nessuno altro, ma «drammaticamente» veritiero. Chi non sperimenta in se stesso il dubbio delle scelte fatte? Chi non sente nella propria coscienza il dolore delle divisioni? Chi non percepisce nei propri gesti un misto di gratuità ed interessi? Chi non patisce l’amarezza della propria contraddizione interna? Chi non vede al nome di un bene maggiore l’ambiguità della propria posizione? Chi, essendo veramente umano e senza voglia di ingannare, non si sente «perduto» quando afferma qualcosa su di se?

Avere in conto le cose che causano più terrore all’umanità: guerra, separazione, passioni, pensiero e morte, e farne una riflessione filosofica, vuol dire non solo saggezza ma anche capacità di inserire la felicità e il gusto di vivere dentro delle proprie limitazione umane. La realizzazione non è al di fuori o in un altro piano, ma nel affrontare e vivere intensamente la vita così come viene data.

Perché cose terribile succedono all’umanità? Tante disgrazie perché? Nella scia di Montaigne possiamo dire che a causa della degenerata attitudine degli uomini, non abbandono o furia di Dio. Vedere i differenti come uguali, le varietà di costumi i razze come un appello alla tolleranza, è il cammino verso una civilizzazione e la pace. Le «passioni» debbono essere usate per costruire rapporti amichevoli, non di guerre o violenza.

Jorge Ribeiro
jorgeribeiroribeiro@gmail.com

MONTAIGNE E ROUSSEAU

MONTAIGE E ROUSSEAU


Enquanto Montaigne se posiciona como verdadeiro opositor à paparicação, Rousseau vai enfocar a própria concepção de infância setecentista (século XVIII). Segundo ele, esse seria um período precioso, no qual ainda não fomos corrompidos pela sociedade e seus vícios, e que deveria, portanto, ser preservado a fim de estimular no pequeno indivíduo o cultivo da intimidade, da privacidade; numa visão tipicamente liberal. Visto como um momento especial a ser protegido, o mundo infantil se reflete na própria escola. Antes entendido como algo genérico, o ambiente escolar vai se transformando e se conectando diretamente a esse mundo da infância, tentando diminuir ao máximo as influências externas: "Assim a pedagogia que nasce com os tempos modernos, em certo sentido - e insisto no 'certo sentido' -, objetiva apartar a criança do lar, do trabalho, enfim da chamada realidade" (p.18). Infância, educação e neoliberalismo - Ghiraldelli Júnior, P. (1996). Pedagogia e infância em tempos neoliberais. Em: Ghiraldelli Júnior, P. (Org.), Infância, educação e neoliberalismo. São Paulo: Cortez. DIPSONIVEL EM: www.uff.br/creche/docs/concepcao_educacao_infantil_01_01.doc.

Natal de novo

É quase natal: a pergunta fatídica: o que fizemos de bom e coisa esse Evento melhorou na humanidade?

Aqui no Norte do Mundo, onde se celebra o Natal dentro da Neve, corre-se o risco que o gelo do tempo caia também nos corações. A paisagem é bela, sugestiva e transmite uma ar de nostalgia do paraíso edêmico...
É a vida que si diversifica para caminharmos todos à luz. FELIZ NATAL. BUON NATALE!!!

Natal e gelo

É natal

APROXIMA-SE A FESTA DA VIDA, DA INCARNAÇÃO DE DEUS DENTRO DA HUMANIDADE, DEUS ENTRA NA HISTORIA DO HOMEM, POIS JESUS É DEUS FEITO HOMEM, O DEUS QUE NOS SALVA, OU SEJA, A NATUREZA HUMANA É ASSUMIDA PELA DIVINA PESSOA DO FILHO. EM JESUS A TERRA DÁ O SEU FRUTO BENDITO, É O ENCONTRO ENTRE CÉU E TERRA. É NATAL A FESTA DA ALEGRIA, DO PERDÃO, DA SALVAÇÃO. DEIXEMO-NOS GUIAR PELA MÃO DO EMMANUEL QUE VEM AO NOSSO ENCONTRO.

Dubitare o credere tutto

Dubitare di tutto o credere tutto sono due soluzioni egualmente comode che ci dispensano, l’una come l’altra, dal riflettere(Henri Poincaré, La scienza e l’ipotesi, 1902). La persona che prende la propria vita nelle mani e cerca di dare senso alla propria esistenza, non può dubbitare di tutto, perche ci sono realtà che sono certe e che ci fa sperimentare un significato; ma non si può nemmeno credere tutto, così si entrerebbe ad un stato di anestesia generale, senza animo e senza ragione per continuare....
L'uomo saggio è quello che non cerca sicurezza, ma ricerca la verità, non per possederla, ma per andare oltre a sè stesso....

Pra se pensar ....

Desespero anunciado

Desespero anunciado Para que essa agonia exorbitante? Parece que tudo vai se esvair O que se deve fazer? Viver recluso na pr...